Le tre generazioni di parchi fotovoltaici

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Le tre generazioni di parchi fotovoltaici

Il parco fotovoltaico è un’estesa e assai funzionale risorsa per l’energia pulita a cui si ricorre sempre più spesso. Ma, dato che, come ogni invenzione moderna, ha conosciuto una sua evoluzione, bisogna distinguerne le varie generazioni, che attualmente sono tre, tutte egualmente applicabili.

I parchi di prima generazione sono composti da pannelli in silicio cristallino, che vanno comunque fissati in file bene organizzate. Questo significa che, attraverso calcoli preventivi, bisogna distanziarli in maniera ottimale, per evitare che si facciano ombra a vicenda, vanificando la loro funzione o addirittura danneggiandosi reciprocamente. Una necessità dettata pure dal fatto che sono abbastanza costosi; infatti, la loro installazione non risulta particolarmente conveniente se non si può contare su qualche forma di sostegno statale.

I parchi fotovoltaici di seconda generazione non ci sono ancora in Italia. Essi constano di pannelli a film sottile o di inseguitori solari, a volte di entrambi. I primi sono senz’altro economicamente meno onerosi, anche rispetto ai secondi, che tra l’altro richiedono un’attenta manutenzione; tuttavia, la resa e il risparmio sono maggiori. L’unico difetto vero e proprio riguarda gli spazi che queste strutture richiedono, decisamente vasti (fino al 40% in più).

La terza generazione dei parchi fotovoltaici comprende invece i pannelli denominati a concentrazione fotovoltaica, detti così perché riescono a produrre energia da aree ridotte, grazie anche agli inseguitori solari.

Questo tipo di pannelli dà il meglio di sé in zone in cui il sole batte sovente, come il Sud Italia, la Grecia, la Spagna e il Portogallo. Essi devono captare con precisione gli spostamenti dei raggi, dunque vogliono dei supporti robusti che non vengano condizionati da eventuali forti folate di vento.

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Pubblicato nella categoria Tecnologia

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