
Aggiornamenti e nuove norme con il Quinto Conto Energia
La recente firma apposta alla nuova versione del Quinto Conto Energia, frutto di un’accesa e in parte sofferta concertazione tra il governo, che presentava una bozza assai rigorosa, e gli enti locali e le associazioni specializzate, i quali hanno premuto il più possibile perché non si perdessero per strada i progressi raggiunti finora, lascia presagire che i giochi ormai siano fatti.
Per portare un esempio, per quel che riguarda l’iscrizione negli appositi registri del Gestore Servizi Energetici che danno diritto alla richiesta di incentivi pubblici, non è stata accolta la proposta delle Regioni di innalzare la soglia di potenza minima degli impianti da 12 a 100 (se non 200) kW, per evitare inutili intasamenti finanziari.
Così, a parte le eccezioni specificate, il GSE deciderà le erogazioni, fino a un ammontare massimo di 140 milioni per quanto concerne il primo anno di applicazione di questo nuovo regolamento.
A seguire, per il secondo anno saranno disponibili 120 milioni, mentre per gli anni dopo si disporrà di 80 milioni, fino a che non si arrivi al totale annuo stanziato di 6,7 miliardi.
C’è anche un grado di priorità per l’inserimento nei registri. Il primo requisito richiesto è la certificazione energetica. Poi, rivestono una buona importanza le installazioni che prevedano la rimozione di amianto e simili, o che comunque avvengano in luoghi afflitti da qualche tipo di contaminazione. Vengono poi, nell’ordine, gli impianti con pezzi made in Europe (che per il caso precedente danno diritto a un bonus variabile), soprattutto se pronti entro il 2013, quelli destinati a produzione (fino a 200 kW) e quelli costruiti in cima a tettoie o serre.
La tariffa riguardante l’autoconsumo resterà a sé stante, mentre il calcolo in bolletta comprenderà incentivo ed eventuali vendite di eccedenze. La pratica del GSE adesso costerà 5 € al kW per i primi 20 kW, 2 € per i successivi.




