
Se anche tu stai cercando la differenza tra il fotovoltaico monocristallino e policristallino, questo è sicuramente l’articolo più interessante che leggerai oggi.
Ecco perchè:
in questo articolo cercherò di spiegarti il più semplicemente possibile la differenza delle due tecnologie, cercando di usare meno termini tecnici possibili ma indispensabili per chiarirti le due tecniche di lavorazione.
Ma veniamo subito al sodo con la mitica domanda che più di frequente ricevo: meglio policristallino o monocristallino?
Facciamo pulizia, resetta tutto quello che hai sentito e partiamo subito con la spiegazione: iniziamo a parlare della cella fotovoltaica che è l’elemento base nella costruzione di un modulo fotovoltaico.
CELLA FOTOVOLTAICA
La versione più diffusa di cella fotovoltaica, quella in materiale cristallino, è costituita da una lamina di materiale semiconduttore il più diffuso dei quali è il silicio, si presenta in genere di colore nero o blu e con dimensioni variabili dai 10 ai 12 cm.
Dei molti materiali che vengono utilizzati per la costruzione dei moduli fotovoltaici, il silicio è in assoluto il più utilizzato e le due tecnologie più comuni sono:
Silicio monocristallino, dove ogni cella è realizzata a partire da un wafer la cui struttura cristallina è omogenea (monocristallo), opportunamente drogato in modo da realizzare una giunzione p-n; una cella di un modulo al silicio monocristallino è costituita da un singolo cristallo di silicio, il che garantisce una massima conducibilità dovuta al perfetto allineamento degli atomi di silicio allo stato puro.
Il rendimento dei moduli al silicio monocristallino si aggira attorno al 14% – 16% e le celle fotovoltaiche sono di colore blu scuro a forma ottagonale, come puoi vedere nell’immagine.

Dopo i vari processi di lavorazione ecco come si presenta il lingotto di silicio minerale prima del taglio delle varie celle:

Hai capito adesso la forma ottagonale delle celle che compongono i moduli monocristallini?

Parliamo adesso del silicio policristallino, in cui il wafer non è strutturalmente omogeneo ma organizzato in grani localmente ordinati; si ottiene riciclando componenti elettronici scartati, ossia il cosiddetto “scraps di silicio” il quale viene rifuso per ottenere una composizione cristallina compatta:
le celle di un modulo policristallino o multi cristallino sono costituite da un insieme di più cristalli di silicio; il rendimento di un modulo policristallino si aggira intorno all’ 12% – 14% e le celle sono di colore blu intenso di forma quadrata come puoi vedere dalla foto qui sotto.
Dopo la lavorazione e i vari tagli si ottiene la nostra cella policristallina:

E assemblando le celle otteniamo il modulo policristallino:

I moduli in silicio mono o policristallini rappresentano la maggior parte del mercato. Sono tecnologie costruttivamente simili e prevedono che ogni cella fotovoltaica sia cablata in superficie con una griglia di materiale conduttore che ne canalizzi gli elettroni. Ogni singola cella viene connessa alle altre mediante ribbon metallici (busbar) (sono quelli evidenziati nel cerchio) che attraversando la cella formano opportune serie e paralleli elettrici:


I busbar hanno il compito di portare,(come lo dice la parola stessa bus) la corrente che genera il nostro modulo, detto in modo semplice,
in modo tecnico si scive così: i busbar hanno il compito di canalizzare gli elettroni generati dal modulo per il cosidetto effetto fotovoltaico.
Di seguito per chiudere il cerchio seguirai un piccola spiegazione su come si realizza un modulo:
Sopra una superficie posteriore di supporto, in genere realizzata in un materiale isolante anti-umidità come il vetro temperato o un polimero come il Tedlar(6) vengono appoggiati un sottile strato di acetato di vinile,identificato come incapsulante EVA che serve per l’isolamento delle celle dall’umidità e per isolamento elettrico (4).
Sopra le nostre celle assemblate (5) c’è un secondo strato di EVA e un materiale trasparente che funge da protezione meccanica anteriore per le celle fotovoltaiche, in genere vetro temperato (3).
Il procedimento di pressofusione trasforma l’EVA in mero collante inerte (2). Le celle vengono chiuse in una scatola di giunzione nella parte posteriore del modulo fotovoltaico e il “sandwich” ottenuto viene fissato ad una cornice in alluminio (1).

Nella parte posteriore del modulo viene applicata la scatola di giunzione che comprende la morsettiera di collegamento dei cavi e i diodi di bypass (foto sotto).
Questi definiscono la massima tensione del sistema e sono finalizzati ad evitare che le celle non in conduzione (ad esempio a causa di ombreggiamenti) siano attraversati dalla corrente e vengano danneggiati per surriscaldamento.

I due connettori che vedi uscire dalla scatola di giunzione hanno le due polarità + e - per essere poi collegati in serie e formare le stringhe del nostro impianto fotovoltaico.
Allora adesso mettiamo i puntini sulle “i”; i termini che leggi sopra sono, o meglio, sarebbero quelli corretti da usare quando parliamo di fotovoltaico, ma per comodità e per non far troppo incasinare chi vuole mettere l’impianto con vocaboli articolati, generalmente io per primo (se no cosa ci starei a fare qui, se non per aiutarti a non incasinarti!?) usiamo la parola pannelli fotovoltaici e basta.

Dunque, c’è la cella fotovoltaica; assemblando un tot numero di celle si ottiene il modulo, un tot numero di moduli collegati in serie + e - formano il pannello, un tot numero di pannelli collegati in parallelo formano una stringa e infine un tot numero di stringhe formano il nostro generatore fotovoltaico.
Tutto chiaro?
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Ma la risposta alla domanda “ meglio policristallino o monocristallino?” dopo questa bellissima e articolata spiegazione qual’ è?
Attualmente le due tecnologie si equivalgono, le celle commerciali in silicio monocristallino e policristallino hanno un’efficienza di conversione ormai pressoché identica, posso affermare senza ombra di dubbio che il monocristallino è più pregiato venendo tagliato direttamente dal lingotto di silicio, mentre il policristallino è un assemblaggio di componenti elettronici di recupero.
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Ciao Tiberio,
il silicio policristallino è un materiale costituito da cristalli di silicio disallineati e in teoria lavora meglio con la luce diffusa perchè avendo i cristalli sparsi riesce a catturarne di più,
il silicio monocristallino è costituito da un cristallo singolo di silicio, che ha un reticolo cristallino continuo e in teoria lavora meglio con la luce diretta.
Questo in teoria, poi in pratica bisogna valutare esclusivamente la bontà del prodotto che sia mono o policristallino.
Andrea
Ciao Andrea,
innanzitutto grazie per aver fatto questo post!
Io ho questo problema:
Sono intenzionato ad installare un impianto da 20 KWp sopra al mio capannone che è esposto esattamente con le falde orientate est ovest, ma diversi rappresentanti mi forniscono diverse versioni sul “modo in cui lavorano” i pannelli fotovoltaici.
Alcuni affermano che il monocristallino lavori, ovviamente, al meglio quando i raggi solari incidono direttamente sul pannello ma che si riesca anche a difendere meglio anche in condizione di luce diffusa. Altri invece affermano quanto detto sopra ma per i pannelli policristallini.
Quale delle due versioni è la più corretta?
Ciao Alessandro,
per curiosità ho guardato che azienda era, http://www.topraysolar.com/PDetail.asp?id=141, è un’azienda cinese che non avevo mai sentito,
non mi sento di consigliartela perchè non la conosco e dal sito le schede tecniche non sono complete.
Andrea
Ciao Andrea,
Sto per comprare 280Kw di moduli per un impianto fotovoltaico, mi propongono una societa chiamata Topray Solar, la conosci? la consigli?
Grazie mille!
Ciao Giuseppe,
io starei sul monocristallino.
Andrea
devo realizzare un impianto di 120 Kw zona verona su capannone pendenza falda 18 gradi, inclinazione 47 gradi sud sono indeciso tra pannelli policristallini o mono cristallini solarword 230w allo stesso prezzo. considerando inclinazione e zona vorrei il tuo parere .
ti ringrazio in anticipo giuseppe
Ciao Max.
moduli Sanyo 230 OK, per il prezzo bisogna capire se l’impianto è totalmente integrato o parzialmente.
Attualmente la difficoltà di reperire gli inverter obbliga le aziende installatrici ad orientarsi su altri marchi comunque affidabili, ti posso dire alcuni marchi di sicuro affidamento, SMA, DANFOSS,SOLARMAX, KOSTAL.
Bene per l’azienda presente da oltre 20 anni, che ha allargato la sua offerta con il fotovoltaico dal 2007, come tutti abbiamo iniziato nel 2007 con il NUOVO CONTO ENERGIA.
Andrea
Ciao Andrea,
cosa mi puoi dire dei pannelli/fv. monocr. della Sanyo 230.
Ed un prev. di 20.000 € tutto compreso (proprio tutto),
per un impianto di 3 kw.
Con azienda da 20 anni sul mercato in tutta Italia?
Gradito consiglio per l’inverter.
Sperando in una tua risposta, Ti saluto cordialmente.
Ciao Barbara,
diciamo che l’installatore che ti mette 7 Kw/p a € 42.000 è un pò fuori mercato, mentre l’altro installatore è in media con i prezzi, per toglierti ulteriori dubbi puoi farti fare un terzo preventivo.
Ti ho mandato email privata
Andrea
Ciao Andrea,
ho trovato per caso questo forum e sono felice di averlo trovato.
Devo decidermi tra due preventivi ma c’è una differenza abbissale tra uno e l’altro. Tutte due mi dicono che il preventivo e “chiave in mano” insomma tutto compreso anche la eventuale pratica per il prestito bancario e gli incentivi, ecct. Uno e per 7KW molto approssimativo, fatto davanti a me a mano con disegnini per farmi capire meglio con particolare rilevanza che avrei avuto l’impianto gratis considerano gli incentivi statali e il risparmio sulla bolleta
Euro 42.000 ! In questo caso però devo dire che altre persone nelle mie vicinance l’hanno montato ma questo non vuol dire che quel altro non sie altretanto valido. Solo uno è sul posto e l’altro 20 KM lontano. L’altro invece è più preciso e dice che il impianto sarebbe fatto con:fotovoltaici in silicio policristallino LG di qualità alta e certificati TUV, UL1703
IEC61215 ed.2, IEC61730 e conformi CE !Il Prezzo è solo diEuro 24.900 +Iva 10% per 6 KW!! Io non mi spiego questo differenza per un solo KM in meno.
Puoi accendermi un dubbio?
Grazie, Barbara ….. non ho nessuno a cui chiedere consiglio !
Ciao Ivo,
i moduli rientrano nella media dei moduli attualmente in commercio.
Andrea
Ciao Antonio,
mi piacerebbe aiutarti ma non sapevo che esistessero dei moduli marini -:)
Il costo indicativo è di 4€ al Wp
Andrea
Salve,io dovrei installare un pannello fotovoltaico sopra il Roll.Bar della barca a vela, per tenere le batterie a tampone(N°6), domando:posso montare un monocristallino comune o devo ricorrere a quelli marini? È possibile conoscere il prezzo di un 80- 90 W. Grazie
ciao ho ordinato un impianto fotovoltaico da mettere sul tetto di un capannone, dalla riello moduli monocristallini mfv 175 e inverter riello vorrei sapere se il materiale è di ottima qualità visto che mi è stato consigliato da un amico grazie ivo
Ciao Marco,
un mese in più non cambia nulla e se l’installatore tra un mese ha l’inverter SMA 2500 allora aspetta…
Andrea
Ciao Alberto,
penso di essere stato chiaro nel mio articolo e di aver spiegato in modo razionale le due tecnologie.
Comunque ti ho mandato email per aiutarti nella tua decisione.
Andrea
Ciao Andrea,
con 11 moduli Sunpower da 220 o 12 moduli da 205, mi hanno proposto un inverter Santerno. Avrei preferito SMA 2500 o Fronius, ma saranno disponibili il prossimo mese.
Mi consigli di aspettare?
Grazie.
salve
Sapreste consigliarmi se su un tetto con falda rivolta a sud ,con pendenza del 40% (provincia di venezia),sia più indicata l’istallazione di pannelli in mono o in policristallino,non so piu
a chi credere.
Ciao Davide,
se vuoi aumentare il rendimento puoi aggiungere altri pannelli e vedere come và, poi valutare se aumentare il parco batterie.
Andrea
Salve
Non sono molto esperto in materia.Ho un paio di pannelli fotovoltaici per un totale di 500 watt,servono ad alimentare un piccolo rustico di collina dove non arriva la correte di rete.Purtoppo la posizione non è delle migliori;sul fianco del monte orientato a est,il sole illumina la zona fino alle 14.30 circa(in estate)dopodichè passa dall’altra parte e a noi resta solo luce diurna senza irragiamento solare.i pannelli sono orientati dunque a 125°est.Come aumentare il rendimento?aggiungendo altri pannelli o si può usare qualche accorgimento (specchi ecc.)Qual ‘è la giusta inclinazione per questa posizione?grazie
Ciao Antonio,
bene i prodotti, bisogna solo valutare l’azienda installatrice.
Andrea
Salve
sono intenzionato a realizzare un impianto fotovoltaico sul tetto di casa, con una inclinazione della falda di 25° ca.
Chiedo se l’uso di moduli Conergy mi garantisca il miglior rapporto qualità/prezzo, poiché rilevo dal sito che hanno una tolleranza esclusivamente positiva. La potenza è appena inferiore ai 3 kWp, per beneficiare della migliore tariffa, e parzialmente integrato.
Gli inverter Sunny Boy ti risultano essere convenienti e al contempo affidabili?
Se in base alla tua esperienza hai soluzioni alternative da propormi ti chiederei di suggerirmele.
Ti ringrazio anticipatamente
Antonio
Ciao Marco,
ma non è meglio stare sotto i 3 Kw/p per beneficiare del maggior incentivo?
Andrea
ciao Andrea, recentemente mi sono stati fatti 2 preventivi per un impianto da 3,22kwp da fare da me in provincia di treviso, le soluzioni per un tetto a sud 170 gradi sono state due: la prima un monocristallino della sanyo e il secondo una cella qcell 230w come il primo ma policristallino della invent; tra i 2 preventivi circa 2000 euro a favore del secondo ; impianto fatto a regola dalla ditta con inverter sma che mi consigli? ah tetto inclinato 30 gradi….il prezzo chiavi in mano 15000 euro…..
Ciao Mauro,
se devo scegliere tra questi, dico mono scharp
Andrea
Ciao Cesare,
se ti posso rassicurare il prezzo e il materiale è buono.
Andrea
Ciao Cesare,
prezzo buono… posizione dell’inverter entro i 30 mt dall’impianto fotovoltaico per evitare troppe dispersioni, sempre se è possibile.
Andrea
salve, anche io ho intenzione di istallare un impianto fotovoltaico e, dopo aver visionato qualche preventivo, sarei orientato verso un impianto conergy però vorrei prima un vostro consiglio sul rapporto qualità prezzo di questo impianto così composto:
22 moduli conergy pawerplus 180 mc policristallino
inverter conergy ipg 4s
sistemi di fissaggio conergy solardelta (impianto integrato)
accessori conergy per il cablaggio dell’impianto
progettazione e istallazione (con uso di carrello elevatore perchè va posizionato sul tetto)
materiale elettrico
inoltro pratiche al GSE e DIA
il tutto per un totale di 24.000 euro iva inclusa.
ancora una domanda, è importante il posizionamento dell’inverter?
spero in una vostra risposta perchè sono molto indeciso e soprattutto ignorante in materia.
grazie
cesare
Ciao Luigi,
dipende quanto ti costa il secondo preventivo, ma i moduli conergy power plus in questo caso sono leggermente migliori
Andrea
ho due preventivi per impianto fotovoltaico su pensilina quindi completamente intergrato di kwp 4.2.
Il primo con moduli conergy 230 plus policristallini e inverter conergy,ad € 19.500,00 iva compresa(la pensilina e DIA a mie spese).
Il secondo con moduli renergies italia da 210 wp ed inverter solamax 4200S (la pensilina e DIA a mie spese).
Le garanzie le ho controllate e sono in regola con quelle da voi raccomandate.
Ciao Mauro,
ok, ma quanto ti costa in totale l’impianto “chiavi in mano” con iva?
Andrea
ciao andrea.
sono indeciso se installare un impianto totalmente integrato, con moduli policristallini da 2,99 kw della x-group con inverter aurora, oppure uno con caratteristiche analoghe e stesso inverter, ma con celle monocristalline, della sharp o in alternativa della Ningbo Qixin. considerando che il policristallino mi costerebbe circa 1000 euro in meno degli altri 2.
io vivo in friuli, con tetto inclinato di 15 gradi e orientato quasi perfettamente a sud.
grazie.
Ciao Marco,
ho dato un’occhiata alla scheda tecnica dei moduli, dati tecnici nella media
Andrea